‘How sound makes me feel’. Towards an Aural Diverse Practice of Sound Design in Museums
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.3034-9699/26205Parole chiave:
Diversità uditiva, Inclusione sonora, Ambienti sonori museali, Human-Centered Design, Design come praticaAbstract
Mentre i musei riconoscono sempre più il ruolo fondamentale del suono nel plasmare esperienze più inclusive, cresce la necessità di pratiche di progettazione in grado di interagire con la pluralità di modi in cui le persone ascoltano, percepiscono e rispondono al suono. La ricerca sulla diversità uditiva ha portato all’attenzione critica i limiti della progettazione sonora convenzionale, che spesso presuppone una modalità di ascolto standardizzata. Questo articolo indaga come i metodi di progettazione di Human-Centred-Design (HCD) possano essere utilizzati per cogliere la natura corporea, individuale e situata delle esperienze sonore. Prendendo spunto da un workshop partecipativo condotto presso il Science Museum di Londra, l’articolo esamina una sequenza di attività progettate per comprendere come le condizioni acustiche esistenti e le installazioni sonore venissero percepite dai partecipanti. Attraverso passeggiate sonore, disegno, scrittura riflessiva e discussione collettiva, il workshop ha fatto progressivamente emergere la conoscenza sonora corporea dei partecipanti, rivelando barriere sensoriali spesso invisibili. I risultati mostrano come questo approccio possa funzionare come una pratica progettuale emergente per esplorare, comprendere e articolare la diversità uditiva fin dalle prime fasi del processo di progettazione, offrendo ai musei un metodo contestualizzato, adattabile e riflessivo per affrontare la complessità dell’udito umano.
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