The synesthetic power of sound in exhibition design: From sound as trigger to sound as interpreter
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.3034-9699/26203Parole chiave:
Exhibition Design, Museologia, Narrazione, Paesaggi sonori, Spazi multisensorialiAbstract
Musei e mostre sono sempre più luoghi di narrazione. La risoluzione dei loro sistemi allestitivi non si attua soltanto nel “mettere in mostra”, quanto nello svilupparsi come “progettualità partecipata che genera cultura condivisa e condivisibile”. Questo contributo muove dall’assunto principale che l’allestimento deve saper intercettare, attivandole, le capacità percettive dei nostri sensi. Il nostro mondo contemporaneo è sempre più incline a una spettacolarizzazione ossessiva delle immagini; la narrazione, invece, si basa per sua stessa natura sull’ascolto. È intrinsecamente uditiva, prima ancora che visiva. Nell’ambito dell’allestimento espositivo, affiancare il suono alla vista significa, dunque, potenziare straordinariamente la capacità degli ambienti e degli oggetti di entrare in risonanza simbiotica con i visitatori, innescando una condizione sinestetica, dove un nuovo senso, inconsciamente chiamato in gioco, attiva livelli esperienziali diversi e coinvolge gli altri quattro, generando concatenamenti percettivi. In particolare, questo contributo intende esplorare, attraverso l’analisi di alcuni casi studio paradigmatici, cosa accade quando il suono intercetta i contenuti allestitivi e li anima, per verificarne gli approcci curatoriali e le scelte metodologiche e operative. Ecco, allora, che il suono agisce come innesco o accompagnamento, fino a diventare l’interprete stesso della narrazione, generando il duplice ruolo di contenuto e di strumento narrativo e partecipativo.
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