Unmuting musical instruments held in ethnographic collections: towards a sound remediation?
DOI:
https://doi.org/10.6092/issn.3034-9699/21601Parole chiave:
Suono, Musei etnografici, Decolonizzazione, Esperienza multisensoriale, Patrimonio dissonanteAbstract
Questo articolo esplora l’integrazione del suono nei musei etnografici come strategia per ridare voce agli strumenti musicali delle culture colonizzate. L’articolo esamina l’evoluzione degli approcci dei musei alla decolonizzazione, con un’attenzione particolare all’integrazione di esperienze multisensoriali che permettono al pubblico di entrare in contatto con il patrimonio culturale, al di là delle esposizioni visive. Musei come il Musée du Quai Branly - Jacques Chirac, preso in esame nell’articolo, cercano di affrontare le cancellazioni storiche collaborando con gli artisti per creare installazioni che fanno risuonare gli strumenti musicali in modo diverso. Spostando l’attenzione dalla sola conservazione all’impegno collaborativo e sensoriale, questi musei mirano a riparare patrimoni dissonanti, promuovendo l’inclusività e ripensando la rappresentazione all’interno della museologia moderna.
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