Symbol of an era?: The Guggenheim Bilbao as an epitome of new museum tendencies at the turn of the millennium
DOI:
https://doi.org/10.6092/issn.3034-9699/21592Parole chiave:
Musei, Arte contemporanea, Riqualificazione urbana, Distretti culturaliAbstract
Il Guggenheim Bilbao, inaugurato nel 1997, è presto diventato il museo più discusso al mondo, un punto di riferimento globale caratteristicamente postmoderno, sia per la sua architettura sia per la sua rottura con il canone modernista introverso, ristabilendo ogni sorta di connessione con la città. Maggiore attrattiva, permeabilità spaziale e interrelazioni visive sarebbero diventate caratteristiche comuni nei nuovi musei d’arte, con opere ‘iconiche’ a decorarne le facciate e i dintorni. Questo modello faceva parte di una formula di rilancio urbano basata sulle arti, replicata in tutto il mondo alla ricerca del cosiddetto ‘effetto Bilbao’.
Questo modello di riferimento è stato ampiamente emulato, ma anche contestato. Forse è giunto il momento di una rivalutazione della sua ricezione critica e di una revisione museologica dell’‘era Bilbao’, mettendo in luce alcune questioni controverse e gli effetti curatoriali idiosincratici nei distretti culturali. Si tratta di un’eredità da preservare, mentre altri aspetti non sono più considerati culturalmente desiderabili o politicamente accettabili, al punto che alcuni studiosi hanno coniato il termine ‘post-Bilbao era’.
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