Le sfide dei calchi dal Cultural Heritage alla creatività contemporanea
Le sfide dei calchi dal Cultural Heritage alla creatività contemporanea
Guest Editor: Maria Luigia Pagliani
Editorial Team: Irene Di Pietro, Federico Maria Giorgi, Alessandro Paolo Lena, Martina Manfredi
I calchi in gesso della statuaria antica rappresentano, fin dal Rinascimento, la base per la trasmissione dei valori estetici greco-romani e lo strumento fondamentale, attraverso l’esercizio della copia, per l’insegnamento del disegno ai giovani artisti. Nel Settecento in tutta l’Europa l’estetica del frammento e l’esperienza tattile accompagnano le aspirazioni collezionistiche di molti intellettuali, da Sloane a Goethe, rimodellando attraverso i gessi l’esperienza dell’Antico nella dimensione cosmopolita del Grand Tour. A partire dal XIX secolo nelle accademie europee, alle opere dell’antichità si uniscono – grazie ai nuovi orientamenti degli studi – copie di sculture e bassorilievi medievali e rinascimentali mentre i dipartimenti di archeologia delle università creano nuove e sempre più ampie collezioni di calchi dall’antico provenienti dall’intera area mediterranea per gli studi umanistici e la formazione all’Arte.
La tradizione didattica che privilegiava il calco come modello viene incrinata tra il XIX e il XX secolo dai movimenti antiaccademici e dall’affacciarsi di moderne tecniche di riproduzione, come la fotografia. Le raccolte di calchi vennero così relegate a una dimensione secondaria e puramente documentaria nelle raccolte delle accademie di belle arti e dei musei. Intanto, però, si conquistano un nuovo ruolo in altri musei come, ad esempio, in quelli etnografici collaborando agli studi di demo-antropologia.
Nel Novecento, con il mutato corso degli studi sempre più orientato alla storia sociale dell’arte, alla storia del gusto e delle tecniche, il calco diviene oggetto di una rinnovata attenzione e si trova ad affrontare inedite sfide. Non più mera copia, i gessi assumono a tutti gli affetti un valore di originalità. Ne viene riconosciuta l’alta qualità artigianale, il pregio della fattura e il ruolo di testimonianza dell’epoca che li aveva prodotti.
Dalla seconda metà del Novecento, le collezioni di calchi sono diventate oggetto di numerosi interventi di catalogazione, di riordino, di restauro e di esposizione in percorsi museali dedicati. Inoltre, gli studi dei sistemi storici e contemporanei di raccolta e di allestimento, e l’analisi della relativa documentazione archivistica, mettono in luce un articolato sistema di produzione, acquisti, circolazione e scambio che coinvolge istituzioni, formatori, artisti e collezionisti.
Il numero di MMD si propone di aprire un ampio confronto interdisciplinare sul tema dei calchi, specie all’interno del collezionismo pubblico e privato, in un arco cronologico che va dal XVIII al XXI secolo. L’attenzione si focalizza sulle modalità di esposizione, di ricezione, di conservazione e di utilizzo dei calchi anche all’interno dello scenario delle nuove tecniche di riproduzione digitale e dell’arte contemporanea.
I contributi possono riguardare, anche se non in via esclusiva, i seguenti argomenti:
- le politiche collezionistiche e di acquisto
- la dimensione dell’allestimento museale e la sua evoluzione, riallestimenti e nuove progettazioni
- la circolazione dei calchi fra Otto e Novecento, lo scambio fra istituzioni anche in un’ottica di diplomazia culturale
- le modalità di esposizione e di impiego anche in contesti non tradizionali
- il passaggio dei gessi dalle botteghe dei formatori alle Accademie e ai Musei
- l’utilizzo dei calchi nell’era della riproduzione digitale
- le pratiche di restauro in contesti museali
- la ricezione del calco in ambito storico e artistico, con particolare riguardo ai calchi di opere medievali e rinascimentali
- la ricezione dei calchi di opere del passato nella creatività contemporanea.
I contributi dovranno essere inviati come abstract (massimo 3.000 caratteri, spazi inclusi) o articolo completo (massimo 45.000 caratteri, spazi inclusi) in inglese, francese o italiano, corredati da una breve biografia dell’autore (massimo 1.000 caratteri, spazi inclusi) alla redazione (mmdjournal@unibo.it) e al guest editor (marialuigiapagliani@gmail.com) entro il 1° ottobre 2026.
Cronoprogramma:
- presentazione abstract: 1° ottobre 2026
- notifica di accettazione: 30 ottobre 2026
- presentazione articolo completo comprese le immagini: 1° marzo 2027
- rapporto dei revisori per le modifiche: 30 aprile 2027
- invio testo finale: 30 maggio 2027
- pubblicazione fascicolo: settembre 2027